L’INPS non può limitare la concessione della Naspi solo ad alcune ipotesi di dimissioni per giusta causa
Il lavoratore vedeva rigettata dall’INPS la sua richiesta di accedere alla Naspi; ad avviso del Comitato provinciale dell’Istituto solo le ipotesi di dimissioni per giusta causa motivate dal mancato pagamento della retribuzione, l’aver subito molestie sessuali e la modifica peggiorativa delle mansioni permetterebbero di accedere alla prestazione (ipotesi esemplificate dall’INPS con propria circolare). Il lavoratore conveniva in giudizio l’INPS dinnanzi al Tribunale di Milano.

