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Mutui – Usura interessi di mora – Tribunale di Bari, 14 settembre 2023 (6030/2023 del 15/09/2023)

Il giudice dispone ctu sui seguenti quesiti “…riepiloghi, sulla base degli atti di causa contenenti fatti tempestivamente allegati, in apposita tabella, a quanto ammonta l’importo erogato in linea capitale, la misura dell’interesse corrispettivo e di quello moratorio pattuiti e/o concretamente applicati (ove divergano)…” “…indichi la misura del tasso soglia relativamente agli interessi corrispettivi determinandolo ai sensi dell’art. 2 l. 108/96 e DM del trimestre di conclusione del contratto. Indichi il TEG contrattuale mediante le modalità di computo stabilite dalle “Istruzioni della Banca d’Italia per la rilevazione del tasso effettivo globale ai sensi della legge sull’usura” emanate nel luglio 2016…” “…indichi, quanto agli interessi di mora, il tasso soglia risultante a seguito della maggiorazione media degli interessi contenuto nei decreti ministeriali (cfr. d.m. 25.3.2003 e seguenti)…” “…in caso di superamento del tasso soglia accerti il CTU qual è il saldo dei rapporti dare e avere fra le parti formulando il seguente conteggio:a) in caso di usurarietà dell’interesse corrispettivo, escluda qualsivoglia interesse; b) in caso di usurarietà del tasso di mora, applichi il saggio convenzionale degli interessi corrispettivi (qualora non risulti a sua volta usurario) con applicazione, invece dell’interesse moratorio convenzionalmente determinato, del saggio previsto per gli interessi corrispettivi…” Infine “…nel caso di finanziamento/mutuo con ammortamento c.d. alla francese verifichi se lo sviluppo del predetto ammortamento sia avvenuto con applicazione del regime composto ovvero con applicazione del regime semplice…”

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Cassa integrazione 2024: le novità

Qualora si verifichino eventi aziendali strutturali, come ad esempio riorganizzazioni, crisi o contratti di solidarietà i datori di lavoro possono accedere alla CIGS, cioè la cassa integrazione straordinaria. Questa particolare integrazione spetta ai lavoratori dipendenti di diverse categorie di datori di lavoro che si trovano in difficoltà per motivi che non possono risolversi in un breve periodo e hanno alle proprie dipendenze un preciso numero di lavoratori nei 6 mesi precedenti la domanda. La durata massima della CIGS dipende dalle specifiche causali utilizzate ma in ogni caso non può superare i 24 mesi nell’arco di un quinquennio.

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Esecuzione per espropriazione immobiliare, opposizione distributiva, poteri del giudice, effetti sulla chiusura dell’esecuzione

Il debito non venne restituito e la Unicredit iniziò l'esecuzione forzata pignorando sia i beni della debitrice (Omissis), sia i beni della terza datrice d'ipoteca (Omissis). Nelle more dell'esecuzione, la Unicredit cedette pro soluto il credito alla Nemo SPV s.r.l. (d'ora innanzi, "la Nemo"), che in veste di cessionaria intervenne nella procedura esecutiva.

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l’indennità per ferie non godute va pagata anche in caso di dimissioni

I giudici di legittimità hanno chiarito che il divieto categorico di erogare compensi finanziari sostitutivi ha come obiettivo principale indennitàcontrastare possibili abusi, senza arrecare danno al dipendente non responsabile della situazione. In tal senso hanno, pertanto, sottolineato che non è possibile automaticamente associare alle dimissioni volontarie del lavoratore un valore di rinuncia all’indennità sostitutiva delle ferie. Difatti, le dimissioni, considerate come un atto volontario, sono equiparate dalla normativa (art. 5, co. 8, DL 6 luglio 2012 n. 95) alle altre modalità risolutorie del rapporto di lavoro, senza implicare una rinuncia automatica all’indennità sostitutiva delle ferie.

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Invalidità civile 2024: cosa prevede la riforma, tutte le novità

Il Governo ha stabilito che le tabelle percentuali attuali, usate per stimare i gradi di disabilità, saranno sostituite da un nuovo sistema di valutazione funzionale basato sulla classificazione internazionale. Inoltre, chi è affetto da malattie cronico-degenerative riconosciute o disabilità gravissime non dovrà più sottostare a visite periodiche di controllo a partire dal 2024.

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L’infortunio sul lavoro e il c.d. “danno differenziale”

Il principio per cui il danno debba essere integralmente ripartito, costituisce un vero e proprio dogma (Cass. 6 maggio 2020, n. 8508; Cass. 29 ottobre 2019, n.27590), tale per cui il lavoratore, quale vittima dell’infortunio ha diritto di ricevere né più né meno di quanto necessario a reintegrare la sua situazione rispetto a quella che si sarebbe avuta ove l’infortunio non si fosse verificato (Cass. sez. un, 22 maggio 2018, n. 12564-12567).

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Indennità di accompagnamento – Requisito sanitario – Riconoscimento – Assegno mensile di invalidità

Il Tribunale di Caltanissetta, con sentenza n.236/2018, ha dichiarato in dispositivo G.N. invalida nella misura dell'84 per cento a decorrere dal 15.12.2015 ed ha condannato l'Inps a corrisponderle i ratei di indennità di accompagnamento dalla stessa data, pur dando atto nel corpo della motivazione che la ricorrente aveva richiesto, introducendo il procedimento di cui all'art. 445 bis c.p.c., il riconoscimento del requisito sanitario utile a conseguire l'assegno mensile di invalidità civile e che andavano condivise le conclusioni del consulente tecnico d'ufficio sulla sussistenza di un grado di invalidità pari all' 84 per cento.

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