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Sincronizzazione illecita di dati strategici e licenziamento disciplinare: la Cassazione delinea i confini del sindacato di proporzionalità e il riparto dell’onere probatorio (Ord. n. 5220/2025)

L’Ordinanza n. 5220/2025 della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, esamina la legittimità del licenziamento disciplinare intimato a seguito della sincronizzazione non autorizzata di documenti aziendali strategici. La Suprema Corte ha ribadito che il giudizio di proporzionalità tra condotta addebitata e sanzione espulsiva è devoluto in via esclusiva al giudice di merito, sindacabile in sede di legittimità soltanto “quando la motivazione della sentenza impugnata sul punto manchi del tutto, ovvero sia affetta da vizi giuridici consistenti nell'essere stata essa articolata su espressioni od argomenti tra loro inconciliabili, oppure perplessi ovvero manifestamente ed obiettivamente incomprensibili”. La pronuncia chiarisce inoltre i rigorosi confini del riparto dell’onere probatorio in materia di giusta causa, il principio processuale delle rationes decidendi plurime e i limiti del sindacato di legittimità sulle scelte discrezionali del giudice in sede istruttoria, confermando l’applicazione della tutela risarcitoria ex art. 3, comma 1, d.lgs. n. 23/2015 in difetto di prova effettiva di sottrazione, danneggiamento o effettivo trafugamento dei dati.

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Accomodamento Ragionevole e Trasferimento Geografico: Il Bilanciamento tra Tutela della Disabilità e Flessibilità Aziendale nel Giudizio d’Urgenza ex Art. 700 c.p.c.

na lavoratrice affetta da sclerosi multipla ha chiesto, in via d'urgenza, il trasferimento definitivo dalla sede di Firenze a una delle unità operative di Palermo, dove risiedono i familiari in grado di assisterla. Il datore di lavoro ha opposto ragioni organizzative ed economiche, negando la richiesta.

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Maternità: la Cassazione chiarisce il confine tra congedo obbligatorio e parentale.

La Corte Suprema di Cassazione, con l'ordinanza in esame, sancisce l'illegittimità della determinazione dell'indennità di maternità basata sulle date di presentazione delle istanze amministrative piuttosto che sui periodi previsti ex lege. Il giudice di merito aveva erroneamente circoscritto il diritto al periodo intercorrente tra la domanda di astensione obbligatoria e quella facoltativa, violando la disciplina del d.lgs. n. 151/2001. La Cassazione ribadisce la netta distinzione tra congedo di maternità (artt. 16 e 20) e congedo parentale (art. 32), affermando che la tutela economica non può subire compressioni derivanti da errori materiali nella individuazione dei termini di presentazione delle domande, dovendo invece riflettere la durata sostanziale dei congedi spettanti alla lavoratrice.

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La Responsabilità del Datore di Lavoro ex Art. 2087 c.c. per Patologie “Latenti” da Rumore Antropico.

Il datore di lavoro è tenuto ad adottare, ai sensi dell'art. 2087 c.c., non soltanto le misure espressamente previste dalla normativa speciale (D.Lgs. 81/2008), ma anche tutte le cautele suggerite dalla prudenza, dall'esperienza e dalla particolarità del lavoro, al fine di prevenire danni alla salute del prestatore, inclusi quelli derivanti da esposizione a rumore antropico capace di aggravare o far emergere patologie latenti (acufeni, iperacusia, disturbi neuro-vegetativi), anche in assenza di superamento delle soglie di pressione sonora normativamente predeterminate.

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Campagna Fiscale 2026: Studio Argari Informa su Date, Sedi e Documentazione Necessaria

In vista dell’imminente scadenza per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, lo Studio Argari annuncia l’avvio ufficiale della Campagna Fiscale 2026. L’iniziativa è finalizzata a supportare i contribuenti nella compilazione e nell’invio telematico dei modelli fiscali, assicurando il rispetto degli obblighi normativi e l’ottimizzazione delle posizioni fiscali sia individuali che familiari. All’interno dell’informativa troverete i dettagli operativi, le sedi disponibili e l’elenco completo della documentazione richiesta per l’anno in corso.

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Il Requisito dell’Autonomia Funzionale nel Trasferimento di Ramo d’Azienda: Analisi della Sentenza della Corte di Appello di Roma n. 3373/2024

La sentenza in esame affronta la qualificazione giuridica di un'operazione di trasferimento di personale tra un istituto di credito e una società di servizi tecnologici, vertendo specificamente sulla sussistenza dei requisiti per la cessione di ramo d'azienda ex art. 2112 c.c. La Corte di Appello di Roma ha stabilito che l'unità organizzativa trasferita era priva di autonomia funzionale, continuando a operare mediante sistemi informatici e procedure di proprietà della società cedente. Tale circostanza ha determinato la qualificazione dell'operazione come mera esternalizzazione di servizi, soggetta al regime di cessione dei contratti di lavoro ex art. 1406 c.c. che richiede il consenso individuale. In difetto di tale consenso, la Corte ha dichiarato l'illegittimità del trasferimento e ordinato il ripristino dei rapporti di lavoro con la società originaria.

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L’ASSISTENTE ALGORITMICO NELLE CUFFIE DEI DIPENDENTI: TRA SUPPORTO OPERATIVO E CONTROLLO A DISTANZA INOSSIDABILE

L'impiego di dispositivi wearable dotati di intelligenza artificiale per l'assistenza vocale ai dipendenti – come nel caso sperimentale di Burger King – configura una fattispecie giuridicamente ibrida, sospesa tra supporto operativo e controllo a distanza ex art. 4 L. n. 300/1970. Qualora lo strumento consenta, anche indirettamente, la rilevazione di parametri qualitativi o quantitativi della prestazione (tono di voce, tempi di risposta, sentiment analysis), esso rientra nel perimetro di legittimità dei controlli a distanza, richiedendo il previo accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro, a pena di illegittimità sostanziale e processuale. Sul piano probatorio, i KPI generati da algoritmi opachi ("black box") presentano profili di criticità in ordine all'attendibilità, verificabilità e immodificabilità del dato: in sede disciplinare o giudiziale, il giudice potrebbe dichiararne l'inutilizzabilità per violazione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa. Parallelamente, il trattamento dei dati vocali e meta-informazioni deve rispettare i principi di minimizzazione, finalità determinata e trasparenza del GDPR, con informativa chiara e conservazione limitata al tempo strettamente necessario. Per un utilizzo "difendibile" dello strumento, si raccomanda: (i) chiarezza documentale sulla finalità esclusiva di supporto o formazione; (ii) attivazione della procedura ex art. 4 Statuto dei Lavoratori; (iii) clausole contrattuali di inutilizzabilità dei dati per fini disciplinari; (iv) minimizzazione dei dati e retention breve; (v) informativa reale e comprensibile; (vi) audit indipendenti sull'algoritmo. Solo attraverso un governo preventivo e condiviso della tecnologia è possibile trasformare l'innovazione da rischio contenzioso a valore condiviso, nel rispetto della dignità professionale e delle garanzie costituzionali del lavoratore.

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IL REGIME DELLE TUTELE CONTRO IL LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO NEL SISTEMA DEL JOBS ACT:

per il lavoratore assunto con contratto a tutele crescenti dopo il 7 marzo 2015, l'indennità per licenziamento illegittimo "economico" non è più un dato puramente matematico, ma il risultato di un bilanciamento giudiziale tra anzianità di servizio e circostanze concrete, entro una forbice legale che va da sei a trentasei mensilità (o da tre a diciotto, per le piccole imprese). La reintegrazione, invece, rimane circoscritta alle ipotesi di nullità, discriminazione, forma orale o insussistenza del fatto materiale contestato.

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Tutela della Genitorialità e Accesso alla NASPI per i Lavoratori Domestici: Vittoria Giurisdizionale contro l’INPS.

La Corte di Appello di Milano ha rigettato l'appello dell'INPS, confermando il diritto alla prestazione previdenziale sulla base di un'interpretazione costituzionalmente orientata del Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001). Il nodulo giuridico centrale risiedeva nel mancato richiamo espresso, all'interno dell'art. 62 (normativa speciale per i lavoratori domestici), degli artt. 54 e 55 dello stesso decreto, i quali equiparano le dimissioni volontarie al licenziamento durante il periodo protetto. L'Istituto previdenziale sosteneva che tale silenzio normativo escludesse a priori la tutela per la categoria domestica.

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