Trasferimento d’ufficio del lavoratore: quando è legittimo e quando puoi rifiutarlo senza perdere il posto.
Il trasferimento del lavoratore in altra sede non è mai un atto discrezionale assoluto del datore di lavoro. L’articolo 2103 del Codice Civile richiede il consenso del dipendente quando lo spostamento comporta un “mutamento sostanziale delle condizioni di lavoro”. La giurisprudenza della Corte di Cassazione – in particolare con le sentenze n. 19147/2022 e n. 10507/2019 – ha chiarito che, in assenza di comprovate esigenze tecniche, organizzative o produttive, il trasferimento può costituire un illecito contrattuale, rendendo legittimo il rifiuto del lavoratore senza alcuna conseguenza disciplinare.

