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NASpI e dimissioni per giusta causa: l’onere probatorio, il valore delle circolari INPS e i principi di legittimità nell’ordinanza Cass. Sez. L n. 856

NASpI e dimissioni per giusta causa: l’onere probatorio, il valore delle circolari INPS e i principi di legittimità nell’ordinanza Cass. Sez. L n. 856
  • Formulazione del motivo ex art. 360 c.p.c.: Il ricorso deve essere redatto ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3), c.p.c., denunciando la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., dell’art. 115 c.p.c. e dell’art. 3, comma 2, del d.lgs. n. 22 del 2015. La doglianza deve recare un’esposizione «intelligibile ed esauriente» delle violazioni, al fine di superare le eccezioni di inammissibilità ex art. 366 c.p.c. (cfr. Cass. n. 17125 del 2007, Cass. n. 4036 del 2011).
  • Delimitazione del tema del decidere: È necessario precisare che le questioni dedotte rientrano nel decisum del giudizio di merito e non configurano novelle argomentazioni, evitando eccezioni di inammissibilità ex art. 360-bis n. 1) c.p.c. (cfr. Cass. n. 907 del 2018).
  • Natura della domanda: Va esplicitato che il giudizio non costituisce «impugnazione dei provvedimenti emessi in sede amministrativa» (Cass. n. 4128 del 1984), bensì accertamento di un diritto soggettivo. Di conseguenza, non rilevano le determinazioni assunte dall’INPS in fase amministrativa (Cass. n. 11516 del 2018).
  • Struttura dell’onere probatorio: Il ricorso deve evidenziare che l’attore non può limitarsi ad allegare il diritto alla prestazione, ma deve «allegare e provare i fatti costitutivi dei requisiti del diritto», dimostrando la sussistenza degli inadempimenti datoriali, il nesso di causalità, la tempestività e la ragionevolezza della reazione, ai sensi dell’art. 2119 c.c. e della giurisprudenza richiamata.
  • Confutazione del richiamo alle circolari: Deve essere ribadito che la circolare INPS n. 163 del 2003, seppur utile in sede amministrativa per la documentazione della volontà di agire in giudizio, non può «incidere sul contenuto di una fonte di rango primario né vincolare il giudice». Il giudice di merito è tenuto a verificare il sussistere degli elementi costitutivi del diritto previsti dalla legge, non il mero adempimento degli «oneri di allegazione documentale prescritti dall’atto di normazione interna».

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