Dimissioni per Giusta Causa e Accesso alla NASpI: Quando la Circolare Amministrativa Non Sostituisce l’Onere della Prova.
Cosa deve dimostrare un lavoratore che ha rassegnato le dimissioni per giusta causa per accedere all'indennità NASpI? È sufficiente allegare la documentazione richiesta da una circolare interna dell'INPS, oppure è necessario provare in giudizio la sussistenza effettiva degli inadempimenti datoriali che hanno reso intollerabile la prosecuzione del rapporto? Con l'ordinanza n. 1018 del 2026, la Suprema Corte di Cassazione ha fissato un principio di grande rilievo pratico e teorico: le circolari amministrative non possono modificare i requisiti sostanziali previsti dalla legge né tantomeno sostituire l'onere della prova in sede giurisdizionale. Mentre in sede amministrativa l'Ente previdenziale può richiedere adempimenti documentali semplificati per una valutazione preliminare della domanda, il giudice chiamato a decidere sul diritto soggettivo alla prestazione è tenuto ad accertare, nel merito, la reale sussistenza della "giusta causa" ex art. 2119 c.c., ovvero la gravità e l'immediatezza degli inadempimenti datoriali che hanno indotto il lavoratore a dimettersi. Una pronuncia che ribadisce il primato della fonte legislativa sugli atti di autorganizzazione amministrativa e che offre importanti spunti di riflessione per operatori del diritto, consulenti del lavoro e professionisti chiamati ad assistere i lavoratori nelle controversie previdenziali.

