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Gruisti no: la Cassazione chiude la porta alla pensione anticipata

Gruisti no: la Cassazione chiude la porta alla pensione anticipata

La gerarchia delle norme: perché il gruista resta escluso

Dove sbagliano i giudici di merito? In realtà, hanno ragione.

Strategia processuale: cosa fare per vincere cause simili?

  1. Abbandonare la tesi dell’estensione analogica: Sostenere che una mansione sia “assimilabile” a quelle elencate nella Tabella A del 1993 non è più sufficiente se quella mansione non è stata poi confermata e specificata nell’art. 2 del D.M. 1999. La Corte ha chiuso alla lettura estensiva.
  2. Verificare l’aggiornamento normativo: L’unico percorso vincente non è giurisprudenziale, ma legislativo o amministrativo. Bisogna verificare se siano intervenuti nuovi Decreti Ministeriali o accordi sindacali nazionali che abbiano modificato l’elenco dell’art. 2 del D.M. 1999, come previsto dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. 374/1993 (“può essere modificata […] con decreto del Ministro del lavoro”). Senza un atto amministrativo successivo che inserisca la mansione specifica nell’elenco delle “particolarmente usuranti”, la domanda è destinata al rigetto.
  3. Focalizzarsi sulla “maggiore gravità”: Se si tenta di inquadrare una mansione diversa dal gruista, la prova tecnica deve dimostrare non solo l’usura, ma la sua incidenza sulle aspettative di vita e l’esposizione al rischio professionale di particolare intensità, come richiesto dall’art. 2 del D.M. 1999. Tuttavia, senza l’inserimento formale nell’elenco ministeriale, rimane un argomento debole in sede di legittimità.
  4. Attenzione alle spese: L’ordinanza ricorda l’applicazione dell’art. 13, comma 1-quater, del D.P.R. 115/2002. In caso di rigetto, oltre alle spese legali, potrebbe essere dovuto un contributo unificato aggiuntivo se sussistono i presupposti di inesistenza di cause di esenzione.

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