Tra flessibilità e precarietà: il labirinto normativo dei contratti a termine, somministrazione e stagionalità dopo il Collegato Lavoro 2024–2025
Il Collegato Lavoro 2024-2025 ha introdotto una riforma significativa dei contratti a termine, della somministrazione e del lavoro stagionale, modificando profondamente le regole e ampliando la flessibilità per le imprese. Tra le principali novità, spiccano la rimozione del limite dei 24 mesi e dell’obbligo di causale per i contratti stagionali, oltre all’estensione della definizione di “stagionalità” che ora include anche le “intensificazioni produttive” riconosciute dai contratti collettivi. Inoltre, sono state introdotte deroghe al contingentamento del 30% per categorie di lavoratori svantaggiati, disoccupati da più di sei mesi e somministrati assunti a tempo indeterminato dall’agenzia. Da rilevare anche l’eliminazione anticipata della deroga sui 24 mesi per le missioni in somministrazione, prevista oltre il 30 giugno 2025. Queste misure, da un lato, semplificano l'accesso al lavoro flessibile e offrono maggiore libertà alle imprese; tuttavia, dall'altro, sollevano interrogativi sulla stabilità lavorativa, rischiando di consolidare forme di precarietà strutturale. Tale scenario potrebbe generare criticità rispetto all'applicazione della direttiva europea sui contratti a termine (1999/70/CE), che mira a garantire un equilibrio tra flessibilità e sicurezza nel mondo del lavoro.

