Loading...

Il tempo di trasferimento della guardia giurata tra sede e luogo di lavoro non rientra nell’orario di lavoro: nota a Cass. civ., Sez. Lav., 12 gennaio

Il tempo di trasferimento della guardia giurata tra sede e luogo di lavoro non rientra nell’orario di lavoro: nota a Cass. civ., Sez. Lav., 12 gennaio

Massima

In fatto e in diritto

1. La fattispecie concreta

2. La questione giuridica: la nozione eurounitaria di “orario di lavoro”

3. Il precedente Tyco e i suoi limiti applicativi

  • Esercizio delle funzioni: gli spostamenti devono costituire lo strumento necessario per l’esecuzione della prestazione;
  • Disponibilità al datore di lavoro: il lavoratore deve essere “costretto ad essere fisicamente presente nel luogo stabilito dal datore di lavoro e a tenersi a disposizione del medesimo per poter immediatamente fornire le opportune prestazioni in caso di bisogno” (Dellas, punto 48);
  • Essere “al lavoro”: per i lavoratori privi di sede fissa, “il luogo di lavoro […] non può essere ridotto ai luoghi di intervento fisico presso i clienti” (Tyco, punto 43).

4. La motivazione della Corte di Cassazione

  • non poteva considerarsi privo di un luogo fisso e abituale di lavoro;
  • non era sottoposto a eterodirezione durante il trasferimento;
  • godeva di autonomia nella determinazione di orari, percorsi e modalità di spostamento, pur utilizzando un veicolo aziendale.

5. Il contributo della recente giurisprudenza UE: sentenza Stas-IV c. Vaersa, 9 ottobre 2025, C-110/24

6. Conclusioni e principi di diritto

  • non rientra nell’orario di lavoro ex art. 2, punto 1, direttiva 2003/88/CE,
  • non è retribuito come prestazione lavorativa,
  • non concorre al computo dell’orario massimo settimanale e dei periodi di riposo,

7. Riferimenti normativi citati

  • Direttiva 2003/88/CE, artt. 2, 15, 17;
  • Codice di Procedura Civile, artt. 112, 115, 116, 132 co. 2 n. 4, 360 co. 1 nn. 3 e 4, 380-bis.1, 348-ter;
  • Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 3, 36, 111;
  • Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, art. 6;
  • Codice Civile, art. 2094;
  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater.

Lascia un commento

Quick Navigation
×
×

Cart