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Clausola Sociale e Internalizzazione: Il Confine Sottile tra Diritto Acquisito e Fabbisogno Organizzativo.

Clausola Sociale e Internalizzazione: Il Confine Sottile tra Diritto Acquisito e Fabbisogno Organizzativo.

I Fatti di Causa

L’Inquadramento Giuridico e i Principi Affermati

La Strategia Processuale Vincente: Come Costruire la Prova

  1. La Dimostrazione della Stabilità Effettiva: Non basta che il contratto sia formalmente a tempo indeterminato. È necessario provare che le mansioni svolte fossero strutturali e non meramente sostitutive. La prova regina è il confronto tra il proprio monte ore effettivo e il fabbisogno medio previsto dai capitolati per quella specifica qualifica. Un monte ore ridotto (es. 27 ore settimanali) può essere interpretato, come avvenuto in questo caso, come indice di natura sostitutiva,
  2. L’Identità delle Prestazioni: Bisogna dimostrare che le proprie attività coincidano puntualmente con quelle descritte nel nuovo assetto organizzativo dell’ente internalizzatore. Se l’Ente dimostra di aver ridimensionato o riorganizzato i servizi, il diritto al transito si affievolisce drasticamente per chi non rientra nel “nucleo stabile” necessario alla prosecuzione.
  3. L’Irrilevanza degli Accordi Transattivi Precedenti: La Corte sottolinea che eventuali conciliazioni stragiudiziali con la cooperativa uscente (es. riconoscimento retroattivo del full-time) hanno efficacia solo inter partes e non vincolano il nuovo datore di lavoro (l’Azienda Speciale). Pertanto, non si può fondare il diritto al transito su una qualifica riconosciuta in sede transattiva se questa non corrisponde alla realtà fattuale del servizio reso.

PQM

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