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Oltre il Mobbing:la Tutela ex Art. 2087 c.c. per le Condotte Datoriali che possano causare stress e disagio. Ordinanza della Cassazione n. 2640/2026

Oltre il Mobbing:la Tutela ex Art. 2087 c.c. per le Condotte Datoriali che possano causare stress e disagio. Ordinanza della Cassazione n. 2640/2026
  • Organo: Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro
  • Provvedimento: Ordinanza
  • Numero Registro Generale: 20320/2022
  • Numero Sezionale / Pubblicazione: 2640/2026
  • Data Udienza: 27/05/2026
  • Data Pubblicazione: 15/06/2026
  • Oggetto: Risarcimento del danno – Art. 2087 c.c

Il Caso di Specie

Le Censure della Ricorrente

  1. Nullità ex art. 112 c.p.c. (Concessa ultra petita): Il Tribunale, pur escludendo il mobbing, aveva condannato al risarcimento del danno per l’impatto sulla sfera psicologica, nonostante non fosse stata avanzata domanda specifica in tal senso né domanda di illegittimità dei singoli provvedimenti sanzionatori.
  2. Omesso esame di fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c.: Il Tribunale avrebbe ritenuto illegittime le sanzioni senza un effettivo accertamento, ignorando i precedenti del Tribunale di Venezia e il fatto che le revoche delle sanzioni fossero state operate dalla società per mero spirito deflattivo.
  3. Violazione di legge ex art. 360, n. 3, c.p.c. (artt. 1218, 1223, 1226, 1227, 2087 c.c.): Il danno sarebbe stato riconosciuto senza aver individuato l’inadempimento datoriale e il nesso causale, in violazione del principio secondo cui la responsabilità ex art. 2087 c.c. non è di tipo oggettivo.

La Ratio Decidendi della Suprema Corte

Focus per gli Addetti ai Lavori: Come Impostare un Ricorso Simile

  1. Non limitarsi all’etichetta “Mobbing”: Sebbene si possa denunciare una “condotta mobbizzante”, è imperativo che l’atto non si esaurisca in questa qualificazione giuridica (che richiede standard probatori severissimi).
  2. Descrivere la “Nocività dell’Ambiente di Lavoro”: L’atto deve contenere “la descrizione più ampia della nocività dell’ambiente di lavoro”. Nel caso di specie, è stato decisivo descrivere le condotte dei superiori che, con “contegno tanto aggressivo quanto pretestuoso”, adibivano il lavoratore a mansioni incompatibili con il suo stato fisico (es. “taglio rizze”).
  3. Allegare il Nesso Causale Temporale e Clinico: È fondamentale descrivere “la correlazione con lo stato di malessere generale insorto proprio nello stesso periodo e, poi, sfociato in gravi disturbi e ricoveri ospedalieri”.
  4. Fondare la Domanda sull’Art. 2087 c.c. in senso lato: La domanda deve essere esplicitamente incardinata nel risarcimento del danno non patrimoniale “con riferimento alle condotte datoriali subite nell’arco temporale specificamente indicato”, chiedendo la condanna per l’inadempienza ai doveri di protezione (es. adozione di “ripetute e ingiustificate sanzioni disciplinari nei confronti di un lavoratore già giudicato inidoneo”).
  5. Strategia Probatoria: Per spostare l’onere della prova a carico del datore di lavoro (come da Cass. n. 6984/2025), è utile allegare in atti: Verbali di inidoneità alla mansione (es. rilasciati da SPISAL o medico competente); Eventuali precedenti pronunce giurisdizionali di illegittimità delle sanzioni disciplinari; Documentazione clinica che provi il nesso tra le mansioni assegnate / le sanzioni ingiustificate e il danno psicofisico patito.

Conclusioni

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