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Tribunale di Bari – Sezione Lavoro n. 1557 – 17.09.25

La causa riguarda un lavoratore appartenente alle categorie protette che, dopo aver prestato servizio in somministrazione a tempo indeterminato presso la stessa azienda dal 2018 al 2024, chiede al Tribunale di Bari di dichiarare abusivo l’uso dello staff leasing e di riconoscergli un rapporto di lavoro diretto a tempo indeterminato con l’azienda utilizzatrice. Il Tribunale rigetta la domanda, ritenendo che la somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) sia estranea alla Direttiva UE 2008/104 e non configuri un abuso, poiché il lavoratore godeva di un contratto stabile con l’agenzia e non era in una condizione di precarietà.

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Posso andare in pensione con invalidità al 100%, 29 anni di contributi e 48 anni?

Una persona con invalidità civile al 100% e inabilità assoluta riconosciuta, che ha accumulato 29 anni di contributi e ha 48 anni di età, ha cessato ogni attività lavorativa. Tuttavia, la domanda presentata non risulta sufficiente per ottenere quanto richiesto; è necessario garantire che essa sia corretta e specifica per la situazione (non quella relativa all'invalidità civile). Tra i requisiti fondamentali, mentre alcuni sono ampiamente soddisfatti e l'età non è rilevante, altri rimangono obbligatori e devono essere rispettati. Infine, la domanda corretta dovrà essere inoltrata solo dopo il rilascio del verbale di inabilità. Sì, puoi andare in pensione subito, a 46 anni, senza aspettare la pensione di vecchiaia, ma solo se ottieni il riconoscimento di inabilità assoluta e presenti la domanda corretta (quella previdenziale, non quella civile). Con 36 anni di contributi, la tua pensione sarà proporzionale al tuo stipendio medio e alla tua anzianità, non un misero assegno assistenziale.

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Figli disabili, le condizioni di lavoro dei genitori devono permettere l’assistenza

tema di discriminazione sul posto di lavoro, la Corte Ue, sentenza nella causa C- 38/24, ha affermato che la tutela dei diritti delle persone disabili contro l discriminazioni indirette si estende ai genitori di bambini disabili. Le condizioni di impiego e di lavoro, chiariscono i giudici di Lussemburgo, devono essere adattate per consentire ai genitori di occuparsi del figlio senza rischiare di subire un discriminazione indiretta.

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Il Paradosso delle Aziende Pubbliche: Obbligate ad Assumere, Ma Spesso Invisibili ai Disabili

C’è un paradosso che lacera il tessuto del nostro welfare e della nostra etica civile: da una parte, lo Stato e gli enti locali controllano centinaia di società — dalle grandi come Eni, Enel e Poste Italiane, fino a piccole municipalizzate — che per legge devono assumere persone con disabilità iscritte al collocamento mirato. Dall’altra, chi cerca lavoro con una disabilità si scontra con porte chiuse, silenzi, liste d’attesa infinite e un sistema che, nella pratica, sembra volerlo dimenticare.

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Invalidità: evoluzioni nell’accertamento tecnico preventivo nel contesto processuale

La riforma prende forma sotto la forte spinta delle rigide scadenze stabilite dal PNRR per accelerare i tempi della giustizia civile. È chiaro l'obiettivo del legislatore di uniformare i tempi dei procedimenti, limitando la discrezionalità del giudice attraverso una sequenza rigida e standardizzata delle varie fasi processuali. Tuttavia, le numerose criticità emerse e i dubbi sollevati dagli operatori del settore evidenziano la necessità di un intervento correttivo. Si auspica che, nel corso dell’iter parlamentare per la conversione del decreto in legge, il testo venga revisionato e migliorato al fine di risolvere le ambiguità esistenti e chiarire meglio l’applicazione di una norma che ha un impatto significativo sui diritti fondamentali delle persone più vulnerabili.

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Analisi e criticità: Assunzioni di disabili ex legge 68/99, segnalazioni da parte di enti pubblici, intervento della Comunità Europea e criticità del sistema concorsuale

Ai sensi dell’art. 18 della legge 68/99, i disabili iscritti al "collocamento mirato" (registro gestito dai Centri per l’Impiego) hanno diritto a essere prioritariamente considerati per le assunzioni obbligatorie. La normativa non esclude che gli enti pubblici possano effettuare segnalazioni o raccomandazioni per l’inserimento di candidati disabili, purché tali atti siano trasparenti e non configurino favoritismi o clientelismo.

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Gli effetti della richiesta di negoziazione assistita sul termine decadenziale di 180 giorni previsto dall’art. 6, co. 2 L. 604/1966 (R.G. n. 3813/2024)

L'impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, ferma restando la possibilità di produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso. Qualora la conciliazione o l'arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento, il ricorso al giudice deve essere depositato a pena di decadenza entro sessanta giorni dal rifiuto o dal mancato accordo»).

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RISARCIMENTO PER IL DIPENDENTE PRECARIO E VITTIMA DI DISCRIMINAZIONE

Il caso trae origine dal ricorso di un lavoratore che, dopo essere stato ripetutamente assunto con contratti a termine dalla Fondazione Teatro di San Carlo di Napoli, si era visto negare il diritto di precedenza nell’assunzione per la stagione successiva. La decisione del datore di lavoro era motivata dal rifiuto del dipendente di sottoscrivere un verbale di conciliazione richiesto dalla Fondazione come condizione per l’assunzione. Il lavoratore, ritenendo questa imposizione una forma di discriminazione, aveva adito il Tribunale di Napoli per far valere i propri diritti.

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NON SALVA IL DATORE DI LAVORO UN DIVIETO NEL DVR

Nel caso di specie, il datore di lavoro di una Srl operante nel settore della lavorazione di prodotti a base di carne viene condannato per il reato di lesione personale colposa in danno di un dipendente incaricato da parte del responsabile della lavorazione di effettuare un’attività discontentamento di alcune pancette solitamente realizzata manualmente attraverso l’ausilio di una macchina scotennatrice.

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L’ I. N. P. S. riguardante il diritto degli eredi di un pensionato deceduto a riscuotere ratei di pensione di vecchiaia non richiesti.

La previa domanda amministrativa, dunque, assurge a "elemento costitutivo del corrispondente diritto" (Cass., sez. lav., 22 novembre 2018, n. 30283, punto 2.1. delle Ragioni della decisione) e non si atteggia come mera condizione dell'azione, rilevante anche quando sopravviene in corso di causa: donde la necessità di presentarla prima dell'instaurazione della lite (Cass., sez. lav., 29 ottobre 2018, n. 27384).

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Le diverse forme di integrazione salariale.

Con la legge 223/91 il legislatore ha voluto alleviare la cassa integrazione guadagni dal peso dei lavoratori eccedentari, ovvero quei lavoratori per i quali sarebbe stato difficile il riassorbimento ,consentendo per questi la risoluzione dei rapporti agevolata con il pagamento di una indennità di mobilità volta ad attenuare le conseguenze economiche e sociali.

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