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NASPI ai domestici: la svolta della Corte di Appello di Milano (Sentenza n. 903/2025)

NASPI ai domestici: la svolta della Corte di Appello di Milano (Sentenza n. 903/2025)

I Fatti: Una Questione di Principio

L’Analisi Giuridica: Perché la Tesi INPS è Ineccepibilmente Errata

1. Il Principio Costituzionale Prevale sulla Formalità

2. La Ratio del Testo Unico: Tutela Assoluta della Genitorialità

3. L’Interpretazione Sistematica degli Artt. 54 e 55 D.Lgs. 151/2001

  • Art. 54 comma 1: “Le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione dal lavoro previsti dal Capo III, nonché fino al compimento di un anno di età del bambino”.
  • Art. 55 comma 1: “In caso di dimissioni volontarie presentate durante il periodo per cui è previsto, a norma dell’art. 54, il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto alle indennità previste da disposizioni di legge e contrattuali per il caso di licenziamento. La lavoratrice e il lavoratore che si dimettono nel predetto periodo non sono tenuti al preavviso”.

4. La Prova Schiacciante: La Circolare INPS 32/2023

Come Vincere la Causa: Strategia per il Lavoratore e l’Avvocato

  1. Dimostrare la Tempistica: Le dimissioni devono essere avvenute entro il primo anno di vita del figlio. È irrilevante se siano avvenute dopo i 3 mesi di astensione obbligatoria. La tutela dell’art. 54 dura fino al primo anno;
  2. Invocare l’Art. 3 Cost. e l’Art. 157 TFUE: Sostenere che negare la NASPI ai domestici crea una discriminazione ingiustificata rispetto agli altri lavoratori subordinati, violando il principio di parità di trattamento europeo e nazionale;
  3. Produrre la Circolare INPS 32/2023: Utilizzare questo documento amministrativo come prova che l’Ente stesso riconosce il diritto alla NASPI per i padri lavoratori nel primo anno, senza distinzioni di categoria.

Come Difendersi (per l’Azienda/INPS): Perché è Quasi Impossibile

  1. Eccepire la Mancanza di Contributi DIS-COLL: Verificare se i contributi per la disoccupazione sono stati effettivamente versati. Se il datore di lavoro domestico non ha versato i contributi specifici, l’INPS potrebbe eccepire l’insussistenza del requisito assicurativo (anche se la colpa sarebbe del datore, non del lavoratore);
  2. Contestare la Volontarietà delle Dimissioni: Se le dimissioni non sono state convalidate o se non rispecchiano la reale volontà del lavoratore (es. pressioni esterne), si potrebbe discutere sulla natura “involontaria” della perdita del posto. Tuttavia, l’art. 55 equipara le dimissioni volontarie al licenziamento indipendentemente dalla causa, purché nel periodo protetto;
  3. Attendere un Contrasto in Cassazione: La sentenza nota che esiste un contrasto giurisprudenziale. Citando le sentenze favorevoli all’INPS (Trib. Bergamo 1158/2024, Trib. Sassari 508/2024, Corte App. Roma 3972/2024), si potrebbe sperare in un intervento della Corte di Cassazione che uniformi l’interpretazione. Tuttavia, la tendenza prevalente (Bologna, Bolzano, Lodi, Pavia, Pesaro, Pisa, Reggio Emilia) è favorevole al lavoratore.

Perplessità e Note Critiche

  • Art. 3 e 31 Costituzione Italiana
  • Art. 157 TFUE
  • D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternità/Paternità): Artt. 1, 54, 55, 62
  • D.Lgs. 22/2015 (NASPI): Art. 3
  • CCNL Lavoro Domestico: Art. 25
  • Circolare INPS 9/2021 e 32/2023
  • Favorevoli al lavoratore: Trib. Bologna n. 564/2025, Trib. Bolzano n. 64/2024, Trib. Lodi n. 148/2023, Trib. Pavia n. 89/2026, Trib. Pesaro n. 102/2025, Trib. Pisa n. 582/2025, Trib. Reggio Emilia n. 110/2026.
  • Favorevoli all’INPS: Trib. Bergamo n. 1158/2024, Trib. Sassari n. 508/2024, Corte App. Roma n. 3972/2024.
  • Responsabilità Processuale: Cass. 21 aprile 2016 n. 1115.

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