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Mobbing, Straining e Danno Psichico: Intersezioni Giuridiche e Valutazioni Psicoforensi alla Luce del Metodo Ege® nato nel 2001.

Mobbing, Straining e Danno Psichico: Intersezioni Giuridiche e Valutazioni Psicoforensi alla Luce del Metodo Ege® nato nel 2001.
  1. Inquadramento giuridico: tra art. 2087 c.c. e giurisprudenza evolutiva

a)     La sistematicità e reiterazione delle condotte ostili nel tempo;

b)     l’intento persecutorio unificante che ne anima la successione;

c)     il nesso causale tra tali condotte e la patologia psichica lamentata, accertato non sulla base di una “semplice probabilità”, bensì con grado di rilevante probabilità, tale da superare il livello della mera congettura.

Si ricordi, infine, che il D.Lgs 109/2023 attribuisce allo psicologo del lavoro la competenza in materia di “mobbing, stress etc.”

2.1 La ricostruzione dello stato pre-morboso

Il punto di partenza di ogni valutazione peritale in materia di mobbing è la ricostruzione dello stato pre-morboso del soggetto. Questa fase è cruciale per isolare il danno riconducibile specificamente alla condotta vessatoria, distinguendolo da eventuali vulnerabilità individuali, disturbi preesistenti o concause extra-lavorative. Come sottolinea il fascicolo, occorre analizzare:

  • gli eventi antecedenti alla vicenda lavorativa (storia clinica, relazionale, occupazionale);
  • il funzionamento psicosociale pregresso (autonomia, stabilità emotiva, capacità adattive);
  • la presenza di patologie compensate o subcliniche che potrebbero essere state riacutizzate dal contesto lavorativo.

Questi test non solo supportano la diagnosi, ma consentono di differenziare il danno reale da manifestazioni fittizie, un aspetto particolarmente rilevante in ambito risarcitorio, dove il rischio di malingering è documentato.

2.4 La perizia come “giudizio motivato”, non come “oracolo

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