Licenziamento per GMO: quando la riorganizzazione è effettiva
Il Nocciolo della Questione Una dipendente amministrativa part-time, assunta nel 2005, viene licenziata per giustificato motivo oggettivo al termine di un periodo di aspettativa. L'azienda motiva il recesso con una riorganizzazione strutturale dovuta alla quasi totale esternalizzazione del servizio di assistenza tecnica (passato dal 90% a gestori esterni), che ha reso superflua la sua posizione. Le sue mansioni vengono assorbite dalla procuratrice/socia e ridistribuite tra il personale rimasto, senza nuove assunzioni. La Decisione del Giudice Il Tribunale rigetta la domanda di nullità e illegittimità del licenziamento, ritenendo provata l'effettività della riorganizzazione aziendale. Elementi decisivi sono stati: - La prova documentale (Libri Unici del Lavoro) e testimoniale della riduzione dell'organico da 10 a 8 unità. - La contestuale soppressione di un'altra posizione impiegatizia (una familiare del titolare), che ha escluso ipotesi di discriminazione o ritorsione. - L'impossibilità di repêchage, dato che le altre impiegate svolgevano mansioni contabili/finanziarie infungibili rispetto al profilo della ricorrente. L'Unica Vittoria Parziale Sebbene il licenziamento sia stato dichiarato legittimo, il giudice condanna l'azienda al pagamento degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sul TFR non corrisposto tempestivamente. Il rateizzo del TFR per "difficoltà di liquidità" non esonera il datore dagli accessori previsti dall'art. 429 c.p.c. sui crediti di lavoro.

