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Stipendio da fame? La Cassazione dice ‘no grazie’: quando il contratto collettivo non basta più a salvare il datore.

Stipendio da fame? La Cassazione dice ‘no grazie’: quando il contratto collettivo non basta più a salvare il datore.
  1. La giurisprudenza consolidata della Cassazione (fonte interpretativa del diritto);
  2. La proposta legislativa in fieri (fonte primaria non ancora vigente).
  • Gli arretrati (differenze retributive non corrisposte);
  • Gli interessi legali ex art. 1224 c.c. dal giorno della domanda giudiziale;
  • I contributi previdenziali e assistenziali non versati a causa della sottovalutazione retributiva (art. 2119 c.c.).
  1. Violazione dell’art. 36 Cost.: priverebbe il lavoratore del diritto al risarcimento integrale del danno subìto;
  2. Violazione dell’art. 24 Cost.: limiterebbe l’effettività della tutela giurisdizionale;
  3. Contrasto con la giurisprudenza costituzionale: la Corte Costituzionale ha più volte affermato che la retribuzione è un diritto fondamentale non soggetto a limitazioni arbitrarie (sent. n. 207/2018).
  • Al ricalcolo ex novo della retribuzione secondo parametri costituzionalmente adeguati;
  • Al pagamento integrale degli arretrati maturati;
  • Al versamento dei contributi previdenziali omessi.

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