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Convivenza More Uxorio e Qualificazione del Rapporto di Lavoro: Onere Probatorio e Presunzione di Gratuità alla Luce della Suprema Corte

  • Tribunale di Monza: Rigettava l’impugnazione. Il Giudice di primo grado riteneva non adempiuto l’onere probatorio, definito “nel caso in esame ancora più rigoroso in considerazione del rapporto di convivenza more uxorio pacificamente intercorso”. Non era stata vinta la presunzione che la prestazione lavorativa fosse stata resa “affectionis vel benevolentiae causa”.
  • Corte d’Appello di Milano (sentenza n. 1628/2021): In parziale accoglimento del reclamo, dichiarava l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato da gennaio 1991 al 31/01/2018 (inquadramento 3° livello CCNL) e condannava la parte datoriale al pagamento di € 53.175,86 a titolo di T.F.R. Rigettava invece la domanda di reintegra per mancanza di prova del licenziamento orale.
  1. Continuità dei compensi: Percezione di somme per l’intero arco temporale (prestazioni occasionali, co.co.co., co.co.pro.).
  2. Eterodirezione: Note manoscritte dell’avvocato sui propri manoscritti consegnati per la dattilografia.
  3. Riconoscimento di istituti previdenziali: Lettera del 2008 con riconoscimento di ferie, 13^, 14^, T.F.R. e contributi.
  4. Dichiarazioni di terzi: Denunzia-querela delle figlie dell’avvocato (19/03/2018) attestante che la lavoratrice “solo su ordine dell’avv. eseguiva di volta in volta i pagamenti”.
  5. Integrazione organizzativa: Inserimento stabile nella struttura, uso strumenti d’ufficio, assenza di rischio economico.
  1. Presunzione di Gratuità: In presenza di convivenza more uxorio, opera una presunzione iuris tantum di gratuità della prestazione. Tale presunzione può essere superata solo mediante prova rigorosa del vincolo di subordinazione (qualità/quantità prestazioni, poteri direttivi).
  2. Sindacato di Legittimità: Le valutazioni probatorie del giudice di merito sono insindacabili, salvo vizi motivazionali ex art. 360, co. 1, n. 5), c.p.c..
  3. Errore di Valutazione vs. Percezione: L’errore nella valutazione del significato di un documento (errore di valutazione) non costituisce motivo di cassazione, a differenza dell’errore sulla esistenza materiale del documento (errore di percezione), come stabilito da Cass. sez. un. n. 5792/2024.
  4. Onere di Specifica Contestazione: In materia di quantificazione del credito (T.F.R.), la contestazione generica non è sufficiente a spostare l’onere probatorio; il giudice può recepire i conteggi della parte attrice se non specificamente contestati ex art. 115 c.p.c..
  • Documentare sistematicamente gli indici di subordinazione (direttive, controlli, integrazione organizzativa) anche in contesti familiari.
  • Prestare attenzione alla distinzione tra errore di valutazione e di percezione in sede di ricorso per cassazione.
  • Curare la specifica contestazione dei conteggi economici per evitare il recepimento acritico delle quantificazioni avversarie.

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