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L’uso improprio del “fatto notorio” nella qualificazione del rapporto di lavoro: l’orientamento della Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 4625/2025

L’uso improprio del “fatto notorio” nella qualificazione del rapporto di lavoro: l’orientamento della Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 4625/2025
  1. le dichiarazioni rese dai presunti lavoratori agli ispettori;
  2. il fatto che essi fossero “collocati agli ingressi dello stadio ed intenti alla sorveglianza degli stessi, dunque chiaramente inseriti nell’organizzazione dell’evento facente capo alla S.r.l.”;
  3. l’indossare identiche divise nere.
  1. La subordinazione non è deducibile dalla natura dell’attività, ma deve essere provata in concreto, anche con strumenti indiziari, nel rispetto del contraddittorio e del principio dispositivo;
  2. Il “fatto notorio” non può essere utilizzato per eludere l’onere probatorio, specie quando si tratta di valutazioni complesse che implicano giudizi di merito su modalità organizzative e relazionali tra le parti.

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