Superamento del periodo di comporto e disabilità: la Corte d’Appello di Roma conferma la nullità del licenziamento per discriminazione indiretta.
Un lavoratore con invalidità del 34% e patologie croniche alla colonna vertebrale è stato licenziato per aver superato il periodo di comporto (245 giorni di assenza su un limite contrattuale di 240). La Corte d’Appello di Roma, con sentenza n. 3892/2025, ha dichiarato nullo il licenziamento, ritenendo che l’applicazione meccanica del periodo di comporto – senza valutare accomodamenti ragionevoli né la correlazione tra le assenze e la disabilità – costituisca discriminazione indiretta ai sensi del d.lgs. 216/2003 e della direttiva UE 2000/78/CE. La Corte ha ribadito che la tutela antidiscriminatoria non dipende dal riconoscimento della “gravità” ex legge 104/1992, ma dalla presenza di una limitazione duratura che ostacoli la partecipazione effettiva al lavoro.

